Storia e Info

Santa Maria Capua Vetere (spesso indicata come Santa Maria C.V., S.Maria C.V. o S.M.C.V.) è un comune italiano di 33.530 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Eretta in comune con il nome di Santa Maria Maggiore nel 1806, con l’unità d’Italia ha assunto il nome attuale. Precedentemente era stata frazione del comune di Capua con il nome di Villa Santa Maria Maggiore (Villa Sanctae Mariae Maioris), costituita da un borgo contadino sviluppatosi nei pressi della chiesa di Santa Maria Maggiore, da cui prese il nome.

Il legame storico con Capua antica è attestato dalla presenza dell’Anfiteatro campano, nonché dei luoghi dell’antica città di Capua.

Santa Maria Capua Vetere appare come uno dei tanti vivaci centri che popolano l’affollata pianura Campana. La sua posizione geografica è felice: riparata dal monte Tifata, dolce colle dell’appennino meridionale, si trova a poca distanza da una grande ansa del fiume Volturno. Il territorio è particolarmente fertile tanto che i Romani lo consideravano “FELIX”: ferace, estendendone poi il concetto dalla natura all’intera Campania. Nel tempo, comunque alle attività agricole di antica tradizione si sono affiancate molte industrie (ora in gran parte dismesse). E’, peraltro, un polo terziario: oltre al tribunale e ad altri enti territoriali, vi sono facoltà universitarie di primaria importanza e notevoli attività commerciali. La cittadina, luogo dell’antica Capua, è dotata di un ricchissimo patrimonio artistico: rovine e templi intatti di epoca romana, chiese di origini paleocristiane e palazzi settecenteschi, monumenti celebrativi e suggestivi giardini, affreschi trecenteschi e pale rinascimentali.

Storia

Qui sorgeva la Capua dell’antichità. Altera Roma, l’altra Roma: così la chiamò Cicerone nel I secolo a.C. Era probabilmente la più grande città d’Italia nel IV secolo a.C.

La scoperta di vari villaggi di tipo Villanoviano, e la loro successiva fusione in abitato, è senza dubbio la base dello sviluppo della futura Capua, la sua urbanistica fu ampliata nei secoli successivi dagli Osci e dagli Etruschi. Venne distrutta a seguito di incursioni Vandaliche prima e successivamente saracene nell’841 d.C., dopo oltre 16 secoli di storia. L’abitato moderno cominciò lentamente a rinascere a partire dal XII secolo con la nascita di tre diversi casali attorno alle basiliche cristiane di S. Maria Maggiore, o detta dei Surechi, S. Pietro in Corpo e S. Erasmo in Capitolio.

La “Capua” antica

Contrariamente a quanto ritenuto dagli archeologi del secolo scorso, (Heurgon, Beloch, ecc.) la Capua antica, a seguito dei rinvenimenti nel corso di questi ultimi decenni, ha dimostrato di essere molto più estesa come abitato urbano, mettendo in discussione il perimetro delle mura stabilito dai vecchi studiosi e confermando la descrizione in parte fatta da Giacomo Rucca nella fine dell’Ottocento. Il complesso edilizio venuto alla luce nel corso del mese di ottobre 2004 nei pressi del locale macello Comunale sull’area della vecchia masseria dei Vetta, ha confermato che l’area urbana andava oltre il vecchio fondo Tirone, ove per tradizione venivano posizionate le mura.

L’Antica Capua fu anche il luogo d’origine della rivolta dei gladiatori capeggiati da Spartaco. Infatti, c’era un’importante Scuola dei Gladiatori e, nell’Anfiteatro Campano si svolgevano magnifici incontri che venivano ad ammirarli da tutta Italia.

La storia trimillenaria della città si snoda attraverso una serie ininterrotta di splendori e di miserie, di grandezza e di rovine. L’aspetto attuale della cittadina nasconde la sua origine tanto antica, ma alcune testimonianze permangono irriducibili. A dare linfa alla città fu il seme nuovo del Cristianesimo. La tradizione racconta che San Pietro, diretto a Roma e proveniente da Antiochia, dopo una sosta a Napoli sarebbe arrivato a Capua dove consacrò vescovo Prisco (uno dei 72 discepoli di Cristo e, forse, padrone del cenacolo di Gerusalemme), affidando a lui la cura della nascente comunità della chiesa Capuana. San Prisco fu martirizzato nel 64 d.C. Da allora decine di martiri gettarono le fondamenta delle prime comunità cristiane di questa antica terra. Non a caso si svolse a Capua il Concilio Mariano del 391 – 392 e in occasione del XVI centenario, Giovanni Paolo II, il 24 maggio 1992 lo ha voluto celebrare con la sua solenne visita. Addirittura S. Ambrogio di Milano, defini’ questa città Portum Tranqullitatis. In una notte dell’anno 787 sarebbe rimasto, nella chiesa di S. Maria Maggiore, Carlo Magno, allora re dei Franchi, che aveva deciso di punire Arechi, principe di Benevento, colpevole di ribellione. Il principe fu salvato per intercessione del vescovo di Capua e dei vescovi delle vicine diocesi. Nell’ 841 in seguito alla quasi totale distruzione della città eseguita da bande di Saraceni assoldate da Radelchi, la popolazione superstite resto’ aggregata alla chiesa di S. Maria Maggiore, e lentamente la città si ricostitui’ intorno alle basiliche cristiane. Il culto e la devozione diventa sostegno e protezione per la città e per la sua popolazione. Con il periodo Angioino il casale di S. Maria Maggiore cominciò ad acquistare una certa preminenza rispetto ad altri casali di Capua(città rifondata nell’856 dai Longobardi sull’antica Casilinum). Infatti re Roberto, detto il Saggio, nacque a S.Maria nel 1278 e fu battezzato l’anno dopo nella chiesa di S. Maria Maggiore. I sovrani d’Aragona nel XV amavano venire a S. Maria alla festa che si celebrava in onore della Madonna Assunta. Nel Settecento è meta di viaggiatori richaimati dall’eterno fascino delle sue grandiose rovine. Per la costruzione della vicina reggia di Caserta molte famiglie nobili si stabilirono dando uno sviluppo economico e sociale che nel 1806 Giuseppe Bonaparte la designò capoluogo di provincia e sede di tribunali, anche per premiare la popolazione che contribui’ alla rivoluzione contro i Borboni nel 1799. Il I ottobre 1860 si svolse alla porte della città la battaglia del Volturno nella quale Garibaldi sconfisse il regno Borbonico e consenti’ l’unificazione nazionale. Santa Maria fu uno dei centri di diffusione delle idee democratiche e repubblicane: il sammaritano Errico Malatesta rappresenta uno dei maggiori esponenti del pensiero anarchico. Dal Novecento ad oggi la cittadina è passata da un’economia agricola gestita da una borghesia agraria ad un’economia post industriale catapultata nell’ era della globalizzazione senza una preparazione adeguata. Tuttavia i Sammaritani sono ancora legati alla festa della Madonna Assunta, per incontrarsi usano ancora fare, lo struscio (ovvero passeggiare per il corso), almeno due volte alla settimana non possono fare a meno del mercato, luogo vivace e colorito meta di tutti i lavoratori immigrati: albanesi e magrebini, nigeriani e senegalesi, polacchi, romeni e ucraini.

La cittadina si è estesa nell’arco degli anni prima verso nord (direzione Sant’Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Aversa-Napoli, principalmente nella zona di Sant’Andrea dei Lagni) e relativamente meno nella direzione est-ovest, contribuendo a rendere un’unica conurbazione il percorso Capua – Caserta, attraversato dall’Appia (SS 7), nonché dalla variante Cassino delle linee ferroviarie Roma – Napoli via Formia e Napoli – Piedimonte Matese. Nei pressi corre l’autostrada A1 Milano-Napoli, accessibile tramite il nuovo casello di Santa Maria Capua Vetere, che è direttamente collegato con la Statale della Reggia.

Simboli

Lo stemma della città è di origine molto recente: risale al 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d’oro riporta le iniziali O.P.Q.C., acronimo di Ordo Populus Que Campanus.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

Basilica di Santa Maria Maggiore (Il duomo)

La basilica di Santa Maria Maggiore, oggi duomo della città, fu edificata nel 432 da San Simmaco, vescovo di Capua e patrono di Santa Maria Capua Vetere. Simmaco dedicò la basilica alla Madonna dopo che il concilio di Efeso aveva proclamato Maria come Madre di Dio.

All’interno della chiesa nel 787 Arechi II, principe di Benevento, stipulò il trattato di pace con Carlo Magno. Lo stesso principe apportò delle modifiche sostanziali alla chiesa.

Successive modifiche furono apportate nel corso del Seicento prima e del Settecento poi, dando alla chiesa la struttura odierna.

L’Assunta di Giacinto Diano
L’opera pittorica raffigura l’Assunzione della Vergine Maria e fa da sfondo alla suggestiva architettura dell’antica basilica detta anche Collegiata di Santa Maria Maggiore. La tela è alta cinque metri e larga tre ed è firmta dall’artista e datata 1770; si inquadra in una serie di interventi edilizi e decorativi avvenuti tra il XVII ed il XVIII secolo. La sua posizione nel fondo dell’abside della navata centrale fa da fulcro prospettico. L’olio è di Giacinto Diano nato a Pozzuoli nel 1731 e morto a Napoli nel 1804, il soggetto non è nuovo per l’artista, infatti altre due opere simili sono collocate presso la Cattedrale di Ischia datata 1759 e presso la Cattedrale di Acerra datata 1798.Il dipinto ricade nella piena maturità artistica del Diano che si affranca dalla teatralità scenografica del grande artista Francesco De Mura, del quale rispecchia l’impostazione iconografica,ma con accenti più misurati e colori sfumati con toni morbidi e gradevoli. Lo sfondo architettonico inquadra la scena con maggiore equilibrio tanto da generare una elegante armonia tra i personaggi e la composizione del disegno,tra i toni cromatici e le vibrazioni luminose In basso vi sono raffigurati gli apostoli sorpresi attorno al sepolcro; Al centro campeggia la figura di Maria Assunta sostenuta da angeli, cherubini ed adagiata su una nube dai colori delicatamente cangianti; Lo sfondo è costituito da elementi architettonici che suggeriscono uno spazio ad esedra.

La Statua dell’Assunta di Antonio Migliorini
Lo splendido simulacro della Vergine Maria Assunta in Cielo, Patrona di Santa Maria Capua Vetere e vanto ed onore del popolo Sammaritano, fu donato nel 1837 dall’Università di Santa Maria Maggiore (oggi Comune di S. Maria C. V.) all’Insigne Chiesa Colleggiale di Santa Maria Maggiore, a titolo di devoto ringraziamento per la cessione di una cappella, di proprietà del Capitolo, situata sulla strada che da S. Maria conduce ad Aversa, allo scopo di farne un posto della Guardia Nazionale. La statua fu commissionata allo scultore Antonio Migliorini, al quale l’Università pagò un compenso per l’esecuzione pari a 300 ducati d’oro.

La Madonna Assunta è rappresentata come una giovanetta, dalle delicate e vaghissime fattezze, che con un braccio proteso verso l’alto e uno verso il basso rivolge lo sguardo al Cielo, verso il quale si accinge, essendo circondata di nuvole ed attorniata da due puttini ai lati e da tre cherubini sotto i piedi. La scultura è interamente realizzata in legno di olmo, decorato alle estremità delle gambe, delle braccia e del volto. Il nuvolato fu realizzazo in cartapesta decorata con polvere bianca ed azzurra di lapislazzulo. La cornice della base è dorata con la tecnica c.d. di “argento a mistura”. Le statue dei puttini e dei cherubini, sacrilegamente trafugate nei primi anni ottanta dello scorso secolo, sono state scolpite nuovamente nell’anno 2005 dagli scultori Rosario ed Antonio Lebro, sulle fattezze di quelle elaborate dal Migliorini. La statua della Vergine, durante l’ultimo restauro del 2010, è stata invece sottoposta a procedimento per consolidare e rendere inattaccabile il legno dagli agenti biologici (c.d. “mineralizzazione”), riacquistando lo spendito nitore del volto. È rivestita di quattro preziosi abiti serici dei colori bianco e celeste, corrispondenti alla classica iconografia dell’Immacolata Concezione. Il primo – composto di veste bianca, manto celeste e velo di tulle ricamato in oro -, è adornato di sobri ed eleganti ricami in stile neoclassico, risale alla prima metà del XIX secolo e nella foggia, fedelmente riprodotta in tutti gli abiti successivi, è modellato sullo stile delle vesti usate all’epoca dalle donne della Casa reale e della grande nobiltà del Regno (curiosamente Matilde Serao, in una novella ambientata a S. Maria durante la Festa dell’Assunta, a fine ottocento, racconta che la Madonna era rivestita di rosso e di azzurro: tuttavia non rimane nessun’altra memoria di un abito di tale colore). Il secondo è detto “abito dell’Incoronazione”, in quanto fu confezionato in occasione dell’Incoronazione della Statua dell’Assunta, celebrata nell’anno 1937, su decreto del Capitolo Vaticano, dall’Arcivescovo Metropolita di Capua Gennaro Cosenza, in occasione del centenario della dedicazione al culto del Venerato Simulacro. Tale abito, particolarmente prezioso, nella parte “bianca”, la veste – simbolo dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria (cfr. Lc. 1, 28) -, è realizzato interamente in seta laminata d’argento puro – che ancora oggi si produce esclusivamente nelle seterie di san Leucio con telai funzionanti a mano -, alla quale è sovrapposta una fitta rete rete d’oro, sulla quale sono a sua volta applicate pietre dure e ricami di splendidi motivi floreali totalmente realizzati in filo d’oro. Le sopramaniche sono pure in rete d’oro. Il manto azzurro – simbolo della Grazia Divina che ha ricoperto la Vergine Maria (cfr. Lc. 1, 35) – è poi adornato di stelle e contornato da una greca riproducente il motivo del giglio, ricamate in filo d’oro. Pure il velo – simbolo dell’umiltà e della verginità di Maria -, è realizzato in tulle tessuto a mano, su cui sono applicati ricami di stelle e gigli d’oro. La corona usata per l’Incoronazione – simbolo della vittoria di Maria sul dragone satanico e della sua partecipazione alla vittoria finale di Gesù, e, insieme all’abito d’oro, simobolo delle nozze eterne di Cristo con la Chiesa, prefigurata in Maria, nella Gloria del Paradiso (cfr. Ap. 12; Ps. 44, 10) – è realizzata secondo l’uso del tempo in oro 12 kt, così come le dodici stelle – simobolo delle dodici tribù del Nuovo Israele (cfr. Ap. 12, 1) – che contornano il capo della Madonna. Dei due rimanenti abiti uno è in seta laminata d’argento e ricamata finemente in oro e pietre dure, confezionato negli anni ’70 del ’900 a devozione della Congregazione laicale della SS. Vergine Assunta e privo di manto, mentre l’altro, “quotidiano”, è realizzato in seta bianca per la veste, ed azzurra per il manto, con ricami in oro più semplici, ed una corona e un’aureola con dodici stelle in argento. Fra i numerosi ori votivi – offerti alla Vergine quale testimonianza perpetua delle numerose grazie elargite per sua intercessione -, è degno di particolare nota il prezioso “collare”, in medaglioni d’oro e corniola, offerto alla Madonna nel 1854 dal “1° Lancieri” dell’Esercito delle Due Sicilie, di stanza a S. Maria (per inciso, a tale reparto era assengato il padre di quella Giulia Salzano, nata a S. Maria il 13 ottobre del 1846, fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, proclamata Santa dal Papa Bedetto XVI il 17 ottobre del 2010). Al di sotto degli abiti, similmente agli usi femminili della nobiltà meridionale nell’800, la Statua della Vergine è rivestita di numerosi capi di finissima biancheria antica.

I festeggiamenti Patronali ed il Patrocino della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo
Ogni anno l’Assunta, Patrona della Città di Santa Maria, è onorata con solenni festeggiamenti a partire dal 4 agosto, giorno in cui il Venerato Simulacro della Vergine, dopo il tradizionale “bacio del piede” da parte dei fedeli, è esposto sull’Altare maggiore del Duomo, appositamente apparato. Segue nei giorni successivi il Novenario, culminante nelle solenni celebrazioni del 14 e 15 agosto. La grande Processione del 14 agosto, che si svolge, con la partecipazione di numerosissimo popolo proveniente dalla Città di Santa Maria e da tutti i paesi del circondario, attraverso la Via Mazzocchi e il rettangolo di Piazza Mazzini, dov’è eseguito lo sparo delle classiche batterie pirotecniche, ritorna poi in Piazza Mattotti, dove prima del solenne rientro in chiesa del Simulacro della Vergine, si tiene il famoso spettacolo pirotecnico dell”incendio del campanile”. I festeggiamenti si concludono il 22 agosto, ottava dell’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria Regina, con la reposizione del venerato simulacro nella propria cappella.

Fra le grazie testimoniate dai fedeli ed operate in favore del Popolo Sammaritano per intercessione e Patrocinio della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo si ricorda, per fama popolare, la protezione della Città dai bombardamenti anglo-americani durante l’ultima guerra mondiale (1941-1945). Sono inoltre frequentemente testimoniate con lo scioglmento di voti e l’offerta di ex-voto le grazie elargite a spose che non riuscivano a concepire figli.

Altri luoghi di culto

Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo-Confraternita S. Maria del Suffragio
Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo
Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo
Chiesa parrocchiale di Sant’Agostino Vescovo di Capua
Chiesa parrocchiale di Sant’Erasmo
Chiesa parrocchiale di San Paolino di Capua
Chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie – dell’Ordine dei Frati Minori
Chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine
Chiesa Madre del Cimitero
Chiesa di S. Maria delle Grazie e San Gennaro
Chiesa degli Angeli Custodi- rettoria
Chiesa e Convento delle Vittime Espiatrici – conventuale
Chiesa e Convento dell’Immacolata della Pietrasanta – conventuale
Chiesa di San Giuseppe – Confraternita di San Giuseppe
Chiesa di San Nicola di Bari – Confraternita di San Nicola
Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria – ex conservatorio
Chiesa dell’Immacolata in trivio – Confraternita di San Simmaco
Chiesa della Madonna del Carmine – Confraternita A.G.P. presso l’Ospedale di San Giuseppe e Melorio
Chiesa dell’A.G.P. (Santa Teresa D’Avila) presso il Conservatorio delle Carmelitane
Chiesa di San Bonaventura degli Alcantarini presso il complesso dell’ex riformatorio
Cappella della Confraternita dell’Assunta
Cappella di S. Andrea Corsini – conventuale
Cappella Pirolo – patronale
Cappella della Croce
Cappella della Madonna della Pietà
Cappella e Oratorio della Confraternita S.Maria del Suffragio in S. Pietro Apostolo

Siti archeologici

Anfiteatro campano
Arco di Adriano
Mitreo, scoperto nel 1922, ben conservato. Su una parete è possibile ancora vedere un affresco, risalente al II secolo d.C., raffigurante il dio Mitra che uccide un toro bianco.

Altro

Monumento ai Garibaldini
Monumento al Milite Ignoto
Monumento ai fratelli De Simone

Società

Evoluzione demografica

Istituzioni, enti e associazioni

Santa Maria Capua Vetere è sede del Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere, ospita nel proprio territorio la sede del Tribunale Penale sito in Piazza della Resistenza, mentre il Tribunale Civile è situato in Via Carlo Santagata. Il Tribunale civile è situato in un normale appartamento per uso abitativo, una sede ritenuta del tutto inadeguata a ospitare uffici giudiziari.

Cultura

Istruzione

Università

Seconda Università degli studi di Napoli, SUN: Hanno sede a Santa Maria Capua Vetere due delle dieci facoltà:
Lettere – È ubicata nel medioevale Monastero di San Francesco di Paola. Agli inizi del Seicento la struttura venne occupata dai frati ordine dei Minimi, fino a quando, nel 1738 vennero alloggiati i soldati del reggimento Borbonico di Rosciglione. Dopo il regio Decreto del 6 febbraio del 1807 il monastero venne destinato a carcere.
Giurisprudenza – Ha sede nel centro storico, a Palazzo Melzi, fatto ristrutturare dall’Arcivescovo Camillo Melzi nel Seicento per servire come sede della Mensa Arcivescovile. Nel 1808 divenne sede dei Tribunali, funzione che impose una ristrutturazione dell’edificio eseguita dall’ingegnere Pietro Tramunto. Da allora seguirono altri numerosi interventi di ristrutturazione fino al 1924.

Musei

Museo Archeologico dell’Antica Capua
Museo dei Gladiatori
Museo Garibaldino

Teatri e cinema

Teatro Garibaldi

Personalità legate a Santa Maria Capua Vetere

Giacinto Bosco (ministro)
Paolo Fortini (-1884), vescovo
Carlo Gallozzi (1820-1903), politico
Donato Giannotti (1828-1914), sacerdote
Errico Malatesta (1853-1932), anarchico
Alessio Simmaco Mazzocchi (1684-1771), filologo, archeologo, canonico della cattedrale di Capua
Raffaele Perla (1854-1936), senatore e presidente del Consiglio di Stato
Francesco Maria Pratilli (1689-1763), archeologo, canonico della cattedrale di Capua, noto come fabbricatore di falsi storici.
Giulia Salzano (1846–1929), religiosa, fondatrice della congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore
Antonio Sicurezza (1905-1979), pittore
Simmaco di Capua, (†440), vescovo
Antonio Tari (1809 – 1884), filosofo ed esteta
Raffaele Uccella (1884-1920), scultore

Vescovi e santi martiri di Capua Vetere

San Prisco (44-66 d.C.) Protovescovo e martire
San Sinoto (66-80 d.C.)
San Rufo (80-83 d.C.)
San Quarto (…-117 d.C.)
Sant’Agostino (252-260) Martire
San Quinto (…-271)
Sant’Aristeo (300-303)
San Proto (313-…)
Vincenzo (337-365)
Panfilo (…-…)
San Rufino (410-420)
San Simmaco (422-440)
San Prsco II (440-460)
Triburzio (461-483)
Costantino (483-499)
Alessandro (500-516)
San Germano (516-540)
San Vittore (541-554)
San Probino
Fesro (590-594)
Basilio (595-…)
Gaudioso (49-660)
San Decoroso (660-689)
San Vitaliano (700-…)
Autari o Autchar (…-…)
Ambrogio (740-7444)
Teodoro (…-…)
Stefano (786-…)
Radelperto (…-…)
San Paolino (835-843)
Santi Martiri: San Prisco, San Rufo, San Sinoto, San Quinto, San Carponio, Sant’Aristeo, Sant’Antonino, San Marcello, San Cassiano, Sant’Euro, San Lupolo, San Marcellino, San Modesto, San Nicanore, San Pardo, San Quarto, Santa Felicita, Santa Fortinata.

Economia

Industria

Ex-Siemens (chiusa)
Officine meccaniche MZ Costruzioni

Infrastrutture e trasporti

La città è collegata tramite la stazione dei treni alla linea ferroviaria Roma-Napoli via Cassino e alla ferrovia Alifana.

Il 16 dicembre 2008 è stato inoltre inaugurato il nuovo casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere sulla A1 che è direttamente collegato con la Tangenziale di Caserta.

Amministrazione

Sindaco: Giancarlo Giudicianni dal 12/06/2007

Gemellaggi

  • Bandiera della Spagna Murcia
  • Bandiera dell'Italia Pietravairano
  •  

    Sport

    Calcio

    F.C. Gladiator

    La squadra di calcio della città si chiama U.S. Gladiator in reminiscenza dei passati fasti degli Ozi di Capua, del locale Anfiteatro campano e della Scuola dei Gladiatori. La formazione nerazzurra, dopo diversi anni nell’anonimato, conquista il campionato di Eccellenza nel 2000-01 e nella stagione seguente vince il girone G di serie D, ottenendo così una storica promozione in serie C2, a distanza di 16 anni (L’ultima apparizione in C2 fu nell’84-85). Anche nell’annata 2002-03 i sammaritani disputano un eccellente torneo, classificandosi al settimo posto.

    Nell’agosto 2003 il club non si iscrive alla serie C2 e riparte dal campionato di Promozione. Attualmente milita in Eccellenza, dopo aver sfiorato la promozione nel 2007-08 dopo i barrage playoff.

    Pallanuoto

    A.S.D. Volturno Sporting Club

    A Santa Maria Capua Vetere ha sede l’A.S.D. Volturno Sporting Club, società di grandi tradizioni nella pallanuoto italiana ed europea. La squadra femminile ha nel palmarès ben 7 campionati nazionali e milita tuttora in serie A1 con un ruolo di primo piano, fornendo alla nazionale diverse giocatrici, tra cui spicca il centroboa di origini ungheresi Erzsebet Valkai. La squadra maschile è attualmente in serie B, ma in passato ha militato molti anni nella massima serie conquistando uno scudetto nel 1993-94, grazie allo jugoslavo Misha Bebic e fornendo anch’essa numerosi giocatori alla nazionale. Tra essi Fabio Bencivenga, Francesco Attolico, Massimiliano Ferretti, Paolo Trapanese, Alessandro Bovo, Amedeo Pomilio.

    Rugby

    Rugby Clan Santa Maria Capua Vetere

    Milita in serie C e possiede da anni un prolifero vivaio di giovani talenti sammaritani della palla ovale, al quale hanno attinto le nazionali italiane, sia la maggiore che le varie categorie giovanili. Tra i rugbisti cresciuti nel vivaio del club figurano Antonio Maio, Claudio Russo ed il pilone Salvatore Perugini, internazionale per l’Italia e dal 2010 agli Aironi, dopo aver militato anche nel Tolosa e nel Bayonne.

    Ciclismo

    La 5ª tappa del Giro d’Italia 1988 si è conclusa a Santa Maria Capua Vetere con la vittoria di Guido Bontempi. Viene ricordata per una cruenta caduta generale presso l’Arco di Adriano che vide coinvolti, tra gli altri, il campione francese Laurent Fignon.

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